La Divina Misericordia









 La Divina Misericordia   


















 
  La Cappella della Divina Misericordia è stata realizzata nell’anno 2018 al posto dell’antico Battistero, per volere del Parroco Don Pietro Bumbalo, che aveva già intitolato una cappella con tale Titolo nella Parrocchia di San Francesco di Sales nell’anno 2003.









     L’Immagine della Divina Misericordia

Il modello del culto della Divina Misericordia lo ha spiegato lo stesso Gesù a suor Faustina. Il modello del culto della Divina Misericordia venne mostrato da Gesù stesso nella visione che santa Faustina ebbe il 22 febbraio 1931 nella cella del Convento di Płock. “La sera, stando nella mia cella vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca – scrisse sul suo Diario –: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l’altro pallido. (…) Dopo un istante Gesù mi disse: ‘Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te!’”.
Il primo quadro della Divina Misericordia fu dipinto a Vilnius nel 1934 dal pittore Eugenio Kazimirowski, che ricevette indicazioni fornite personalmente da suor Faustina. Ad essere famoso  in tutto il mondo è però il quadro di Lagiewniki, a Cracovia, dipinto da Adolf Hyla.
Il significato del quadro è strettamente legato alla liturgia della domenica dopo la Pasqua, in cui la Chiesa legge il Vangelo di San Giovanni che descrive l’apparizione di Gesù risorto nel Cenacolo e l’istituzione del sacramento della penitenza (Gv 20, 19-29). L’immagine rappresenta dunque il Salvatore risorto che porta agli uomini la pace con la remissione dei peccati a prezzo della sua Passione e morte in croce. I raggi del sangue e dell’acqua che scaturiscono dal cuore di Gesù trafitto dalla lancia e le cicatrici delle ferite della crocifissione richiamano gli avvenimenti del Venerdì Santo.
Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse legate alla venerazione dell’immagine: la salvezza eterna, la vittoria sui nemici della salvezza e grandi progressi sulla via della perfezione cristiana, la grazia di una morte felice.L’immagine di Gesù Misericordioso viene spesso chiamata immagine della Divina Misericordia perché nel mistero pasquale di Cristo si è rivelato più chiaramente l’amore di Dio per l’uomo. L’immagine, ha detto Gesù, “deve ricordare le esigenze della mia Misericordia, poiché anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere”.
In cosa consiste il culto dell’immagine della Divina Misericordia?
 
       L’immagine occupa una posizione chiave in tutta la devozione alla Divina Misericordia, poiché‚ costituisce una visibile sintesi degli elementi essenziali di questa devozione: esso ricorda l’essenza del culto, l’infinita fiducia nel buon Dio e il 
dovere della carità misericordiosa verso il prossimo. Della fiducia parla chiaramente l’atto che si trova nella parte bassa del quadro: “Gesù, confido in Te”.
L’immagine che rappresenta la misericordia di Dio deve essere per chiara volontà
di Gesù un segno che ricordi l’essenziale dovere cristiano, cioè l’attiva carità verso il prossimo. “Essa deve ricordare le esigenze della Mia misericordia, poiché‚ anche la fede più forte non serve a nulla senza le opere” (Q. II, p. 278).
La venerazione del quadro dunque consiste nell’unione di una orazione fiduciosa con la pratica di atti di misericordia.
Le promesse legate alla venerazione dell’immagine.
Gesù ha definito con molta chiarezza tre promesse:– “L’anima che venererà questa immagine, non perirà” : cioè ha promesso la salvezza eterna.- “Prometto pure già su questa terra (…) la vittoria sui nemici” : si tratta dei nemici della salvezza e del raggiungimento di grandi progressi sulla via della perfezione cristiana.- “Io stesso la difenderò come Mia propria gloria” nell’ora della morte: ha cioè promesso la grazia di una morte felice.
La generosità di Gesù non si limita a queste tre grazie particolari. Poiché‚ ha detto: “Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della misericordia” , non ha posto alcun limite n‚ al campo n‚ alla grandezza di queste grazie e dei benefici terreni, che ci si può aspettare, venerando con incrollabile fiducia l’immagine della Divina Misericordia.